• Che cos’è un impianto fotovoltaico?


      Un impianto fotovoltaico è un autentico “generatore” di corrente elettrica in grado di produrre energia in corrente continua. Per permettere l’utilizzo dell’energia prodotta nell’ utenza o l’immissione nella rete pubblica, è necessario convertire l’energia da corrente continua ad alternata mediante un inverter. L’energia prodotta può poi essere utilizzata in azienda/casa se le utenze elettriche le richiedono oppure ceduta in rete in caso di eccesso di produzione rispetto alle esigenze. Nel primo caso si ottiene un risparmio in bolletta, nel secondo caso l’energia ceduta viene pagata al prezzo di mercato. Questo sistema permette di recuperare l’investimento iniziale nel giro di 6/8 anni. Un sistema fotovoltaico è composto essenzialmente da: - pannelli fotovoltaici; - inverter (dispositivo necessario per convertire la corrente continua generata dai pannelli in corrente alternata); - quadri elettrici e cavi di collegamento
    • Che differenza c’è tra un impianto solare fotovoltaico e un impianto solare termico?


      Pur essendo entrambi alimentati dalla fonte solare, vi è una netta differenza tra queste due tecnologie. Nel caso dei moduli fotovoltaici, la radiazione solare è trasformata direttamente in energia elettrica mentre nei pannelli solari termici, l’energia termica del sole viene utilizzata per scaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico sanitario o per scaldare gli ambienti.
    • Cosa si intende con effetto fotovoltaico?


      Ogni anno il sole irradia sulla terra 76.000 miliardi di megawattora (MWh), mentre l’attuale richiesta energetica è circa 36 miliardi di MWh. Questo semplice dato invita a riflettere sulle potenzialità della fonte solare. L’effetto fotovoltaico è basato sulle proprietà di alcuni materiali semiconduttori che, opportunamente trattati, sono in grado di generare istantaneamente elettricità in corrente continua quando colpiti dalla radiazione solare. Il dispositivo elementare alla base della tecnologia fotovoltaica è la cella in silicio opportunamente trattata. Un insieme di celle fotovoltaiche costituisce il modulo fotovoltaico. Più moduli connessi elettricamente fra loro, e fissati meccanicamente nella loro sede di funzionamento, compongono un generatore fotovoltaico. Un generatore fotovoltaico è in grado di produrre energia in corrente continua. Per permettere l’utilizzo dell’energia prodotta nelle vostre utenze o l’immissione nella rete pubblica, è necessario convertire l’energia in corrente alternata mediante l’inverter.
    • Quanto costa un impianto a pannelli solari fotovoltaici?


      Il costo di un impianto fotovoltaico varia in funzione della potenza installata e della tecnologia utilizzata. A puro scopo esplicativo possiamo considerare come range di oscillazione dei prezzi, valori compresi tra 2200 e 2800 €/kWp per una famiglia di 3/4 persone. Il costo medio per kWp è inversamente proporzionale alla potenza installata: esso tende infatti a ridursi al crescere della taglia. Per quanto riguarda invece la tecnologia, il boom del fotovoltaico avvenuto negli ultimi anni ha generato un duplice movimento del prezzo: da un lato si è verificato un notevole aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo che ha portato alla nascita di tecnologie più performanti e costose; dall’altro si è assistito all’ingresso nel Mercato Europeo di numerosi prodotti made in Asia, a prezzi decisamente più contenuti.
    • Qual è il peso delle diverse voci di costo?


      La distribuzione delle diverse voci di costo varia in funzione della potenza desiderata. Per installazioni di grossa taglia aumenta il peso della componente “moduli” a dispetto delle altre voci, in particolare della “progettazione ed installazione”. L’opposto avviene per gli impianti residenziali. In generale la quota di costo più rilevante è senza dubbio occupata dai pannelli fotovoltaici che tendono a coprire il 40-60% del costo totale dell’impianto. Il costo dell’inverter si aggira intorno al 10% del totale; la quota restante è invece occupata da componenti elettriche, strutturali, costi di progettazione, installazione e gestione autorizzativa.
    • Cos'è la detrazione fiscale?


      Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia, compresa l’installazione di un impianto fotovoltaico, può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2017 e si calcola su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione Irpef prevede il recupero del 50% della cifra totale (IVA inclusa) investita per l’acquisto dell’impianto fotovoltaico, mediante sgravio fiscale, recuperabile in 10 anni. Per poter beneficiare della detrazione fiscale (ex. Art. 16-bis del DPR 917 del 1986) è fondamentale che il cliente effettui i pagamenti mediante Bonifico Bancario o Postale dedicato, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e il codice fiscale o numero di partita iva del beneficiario del pagamento. Per usufruire della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo autorizzativo (per qualunque delucidazione in merito all’ottenimento della quota detraibile si rimanda al parere di un esperto del settore). Occorre inoltre conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti: Le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili. Domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti. Ricevute di pagamento dell’Ici, se dovuta. Delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori. Comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’azienda sanitaria locale, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri. Fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute. Ricevute dei bonifici di pagamento. Spetta al cliente finale l’inserimento dell’importo annuale da inserire come detrazione nell’apposito modello IRPEF.
    • Cos'è lo scambio sul posto?


      Lo scambio sul posto, regolato dalla Delibera ARG/elt 74/08, è una particolare modalità di valorizzazione dell’energia elettrica che consente, al Soggetto Responsabile di un impianto di generazione, di realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l’energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione.
      Il meccanismo di scambio sul posto consente al Soggetto Responsabile di un impianto che presenti un’apposita richiesta al Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., di ottenere una compensazione tra il valore economico associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore economico associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione.
      Il GSE, come disciplinato dalla Delibera ARG/elt 74/08, ha il ruolo di gestire le attività connesse allo scambio sul posto e di erogare il contributo in conto scambio (CS), un contributo che garantisce il rimborso (“ristoro”) di una parte degli oneri sostenuti dall’utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete. Il contributo è determinato dal GSE tenendo conto delle peculiari caratteristiche dell’impianto e delle condizioni contrattuali di ciascun utente con la propria impresa di vendita, ed è calcolato sulla base delle informazioni che i gestori di rete e le imprese di vendita sono tenute a inviare periodicamente al GSE. Per maggiori informazioni sul calcolo del contributo in conto scambio è possibile consultare le Regole Tecniche emanate dal GSE (III° Edizione - Aprile 2016) facenti riferimento alla deliberazione 570/2012/R/efr e s.m.i.
      (fonte: www.gse.it)
    • A quanto ammontano gli ONERI ENEL ?


      Esistono due tipologie di procedure:
      Procedura SEMPLIFICATA (*) :
      la richiesta di connessione alla rete elettrica prevede un pagamento unico di 122,00 euro, tale importo viene prelevato dal gestore direttamente dal c/c dell'intestatario del contatore;
      (*) Gli impianti che possono usufruire dell’iter semplificato, ai sensi della Delibera 400/15 del 30 Luglio 2015, devono avere le seguenti caratteristiche:
      -Impianti realizzati presso clienti finali già dotati di punti di prelievo attivi in bassa tensione;
      -Impianti aventi potenza in immissione non superiore a quella già disponibile in prelievo;
      -Impianti aventi potenza nominale non superiore a 20 kW;
      -Impianti per i quali sia contestualmente richiesto l'accesso al regime dello scambio sul posto;
      -Impianti realizzati sui tetti degli edifici con le modalità di cui all'articolo 7-bis, comma 5, del decreto legislativo n. 28 del 2011;
      -Assenza di ulteriori impianti di produzione sullo stesso punto di prelievo.

      Procedura ORDINARIA Per gli impianti che non ottemperano le suddette caratteristiche, è prevista una procedura Ordinaria suddivisa in due tranche:
      1 - Richiesta di connessione alla rete elettrica (Richiesta preventivo) che ha un costo fisso di 36,60 Euro per impianti fino a 6 kWp;
      2 - Comunicazione fine lavori (Pagamento preventivo) che ha un importo variabile calcolato direttamente dal gestore di rete in base alle caratteristiche della fornitura elettrica presente.
    • Cosa s’intende per ONERI per autorizzazioni presso enti locali e/o Comuni ?


      In alcuni rari casi, le amministrazioni comunali chiedono dei diritti di segreteria per la presentazione della Pratica Edilizia telematica, si tratta di importi contenuti del valore di alcune marche da bollo.
    • Quando occorre e quanto costa la PRATICA PAESAGGISTICA?


      L’Autorizzazione Paesaggistica (art. 146 del Codice dei Beni Culturali Dlgs 42/2004) è obbligatoria per poter realizzare un intervento edilizio su immobili ubicati in Aree geografiche di particolare interesse ambientale cioè sottoposte a vincolo paesaggistico-ambientale (parchi, zone rispetto corsi d’acqua, aree protette ecc.).
      Il rilascio è di competenza della Sovraintendenza ai Beni Ambientali (Provincia o Regione) e la Pratica prevede un iter burocratico semplificato (impianto fotovoltaico con superficie < 25 mq) o ordinario. Nella pratica occorre documentare lo stato di fatto, presentare più copie del progetto, relazionare l’impatto ambientale ecc. L’Autorizzazione viene rilasciata in una tempistica media compresa fra i 60 gg (semplificata) e i 100 gg (ordinaria), a seguito del rilascio si può avviare la richiesta di installazione al gestore di retel.
    • L’impianto Fotovoltaico deve essere ACCATASTATO?


      Secondo una circolare emessa dall’Agenzia delle Entrate (n° 36/E del 19/12/2013), gli Impianti Fotovoltaici, poiché generano una rendita, sono da considerarsi una “pertinenza accatastabile”. Sono esclusi solo gli impianti con potenza < o = a 3 Kwp (oppure impianti con Potenza < al Triplo del n° delle unità immobiliari servite). Per gli impianti di potenza superiore occorre verificare l’incremento che possono apportare alla rendita catastale, se è superiore al 15% occorre effettuare anche la variazione della Scheda Catastale. La circolare non fissa i termini di adeguamento e indica come 5 anni la durata di validità della stessa.
    • Cos’è la cella fotovoltaica e quali sono le sue caratteristiche?


      La cella fotovoltaica è l’unità elementare che consente la conversione della radiazione solare in corrente elettrica. Tale dispositivo è costituito da un sottile strato di materiale semiconduttore, in genere silicio, opportunamente trattato chimicamente e meccanicamente. Generalmente la cella ha uno spessore variabile tra 0,25 e 0,35 mm ed una forma quadrata di superficie pari a 125 cm2 e produce con un irraggiamento di 1 kW/mq ad una temperatura di 25 °C una corrente compresa tra i 3 e i 4 Ampere e una tensione di 0,5 V.
      La cella fotovoltaica esposta alla radiazione solare si comporta come un “generatore di corrente elettrica”. E’ interessante valutare il comportamento di una cella fotovoltaica in funzione della variazione dell’irraggiamento solare e della temperatura: l’incremento della radiazione solare determina un netto aumento del valore della corrente di corto circuito, mentre la tensione a vuoto non subisce sostanziali modifiche. La crescita della temperatura determina una drastica riduzione della tensione a vuoto e conseguentemente la riduzione della potenza generabile.
    • Cos’è il chilowatt di picco (kWp)?


      E’ l’unità di misura utilizzata per misurare la produzione di energia elettrica di un impianto fotovoltaico.
      Sulla base della normativa IEC 904-3 del 1989, questo valore viene usato per indicare la potenza erogata da un modulo o da una cella fotovoltaica se sottoposti alle condizioni standard di:
      -irraggiamento di 1000 W/m2
      -temperatura di cella di 25 °C
      -posizione del sole a 1,5 AM. (AM=Optical Air mass, parametro che indica la posizione apparente del sole)
      Ciò significa che un impianto fotovoltaico da 50kWp, in realtà potrebbe produrre più o meno energia in base alle variazioni dei valori sopra indicati.
    • Quali sono i principali tipi di pannelli fotovoltaici?


      Le modalità di realizzazione dei pannelli fotovoltaici sono diverse e contraddistinguono le varie tipologie di moduli.
      I più diffusi sono:

      Monocristallini
      La cella è realizzata a partire da un wafer, la cui struttura è omogenea e successivamente lavorata chimicamente. Una cella di un modulo in silicio monocristallino è costituita da un singolo cristallo di silicio, il che garantisce una massima conducibilità dovuta al perfetto allineamento degli atomi di silicio allo stato puro. Il rendimento dei moduli in silicio monocristallino si aggira attorno al 15% – 17% e le celle fotovoltaiche sono di colore blu scuro a forma ottagonale.

      Policristallini
      Il wafer non è strutturalmente omogeneo, ma organizzato in grani localmente ordinati. Esso si ottiene riciclando componenti elettronici scartati, ossia il cosiddetto “scraps di silicio” che viene rifuso per ottenere una composizione cristallina compatta: le celle di un modulo policristallino sono costituite da un insieme di più cristalli di silicio. Il rendimento di un modulo policristallino si aggira intorno all’ 14% – 16% e le celle sono di colore blu intenso e di forma quadrata.

      Film sottile amorfo
      Nella sua forma più semplice una cella fotovoltaica in silicio amorfo si costruisce depositando strati di silicio su un materiale di supporto, tipicamente il vetro. I pannelli in silicio amorfo hanno rendimento inferiore rispetto a quelli in silicio cristallino, attualmente prossimo al 8-12% e quindi richiedono, a parità di potenza, una maggiore estensione del campo fotovoltaico. I pannelli in silicio amorfo sfruttano meglio la componente diffusa dell’ irraggiamento solare. Minor utilizzo di materiale, quindi minor costo di produzione. Questa soluzione garantisce flessibilità e versatilità consentendo la realizzazione di celle fotovoltaiche nelle più svariate configurazioni, è però una tecnologia che, in Italia, non è stata particolarmente premiata dal mercato.

      BiPV Technology
      Building integrated Photovoltaic Technology è la nuova frontiera del fotovoltaico che permette di integrare il pannello nell’involucro edilizio. I pannelli glass-to-glass possono essere infatti applicati su finestre e pensiline in vetro permettendo comunque alla luce di filtrare all’interno. E’ una soluzione innovativa ed economica che fornisce maggiore resa energetica, ombreggiamento e miglioramento dell’estetica.
    • Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della tecnologia fotovoltaica?


      Vantaggi:
      -Assenza di qualsiasi tipo di emissione inquinante
      -Risparmio di combustibili fossili
      -Elevata affidabilità impiantistica, vista l’assenza di componenti mobili
      -Costi di esercizio e di manutenzione irrisori
      -Modularità del sistema
      -Fonte energetica vicina agli utilizzatori e conseguente riduzione delle perdite di trasmissione
      -Riduzione dei carichi energetici sulla linea elettrica
      -Abbattimento del costo dei consumi elettrici
      -Produzione energetica nelle ore diurne, quando la richiesta è maggiore e l’energia è più costosa
      -Garanzia dell’incentivo per 20 anni
      -Ritorno dell’investimento in meno di 10 anni
      Svantaggi:
      -Costo iniziale dell’investimento
      -Variabilità ed aleatorietà della fonte solare
    • Come possono essere classificati gli impianti fotovoltaici?


      Gli impianti fotovoltaici sono suddivisi in due categorie:

      Impianti connessi alla rete (grid connected): sono impianti direttamente connessi alla rete elettrica nazionale, l’energia prodotta in eccesso nelle ore diurne viene immessa in rete, mentre durante le ore di insolazione scarsa o nulla, il carico viene alimentato dalla rete stessa. Un sistema di questo tipo risulta essere più affidabile, perchè garantisce la continuità di servizio anche in caso di eventuali guasti. Con la Delibera numero 574/2014/R/eel (Autorita Energia Elettrica e Gas) è data la possibilità di abbinare a questa tipologia di impianti un sistema di accumulo, secondo determinati schemi d'impianto, per massimizzare l'auto-consumo diretto dell'energia prodotta.

      isolati (stand alone): l’autosufficienza dell’impianto fotovoltaico è garantita dall’installazione di un sistema di accumulo, cioè delle batterie che consentono la conservazione dell’energia prodotta nelle ore di sole.
    • Dove può essere installato un impianto fotovoltaico e quanto spazio occupa?


      La scelta di un adatto sito d’installazione deve considerare:
      -disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli;
      -corretta esposizione della superficie dei moduli. In particolare devono essere definiti inclinazione ed orientamento.
      -valutazione di possibili ombreggiamenti dettati da ingombri o vegetazione circostante

      Le condizioni ottimali in Italia sono:
      -esposizione verso SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST);
      -inclinazione dei moduli compresa fra 25°(latitudini più meridionali) e 35°(latitudini più settentrionali);
      -assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento.

      Il posizionamento di un impianto fotovoltaico con inclinazione ed orientamento assolutamente non adeguati comporterebbe una drastica riduzione della potenza elettrica fornibile.

      Facendo riferimento a piccole applicazioni (tetti fotovoltaici) e a moduli di silicio cristallino, il valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 6 - 8 m² per 1 kW di potenza nominale installata.
    • Quanta elettricità produce un sistema fotovoltaico?


      La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori:
      -radiazione solare incidente sul sito d’installazione;
      -orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;
      -assenza/presenza di ombreggiamenti;
      -prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature).

      Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza, con orientamento ed inclinazione ottimali, assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” solare, è possibile stimare le seguenti producibilità annue massime:
      -Nord Italia: 1.100 kWh/anno;
      -Centro Italia: 1.400 kWh/anno;
      -Sud Italia: 1.600 kWh/anno;

      E’ opportuno sottolineare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia italiana è pari a circa 3.000 kWh.
    • L’impianto Fotovoltaico richiede manutenzione?


      Per un impianto di piccola taglia l’unico inconveniente può essere quello di avere deposito di polvere e sporcizia sulla superficie dei moduli che, in mesi di scarsa piovosità, può abbassarne la produzione. Elmec Solar consiglia ed esegue (a richiesta) interventi di pulizia annuale dei moduli.
      Per quanto riguarda problematiche legate all’usura delle componenti meccaniche e/o elettriche, Elmec Solar consiglia ed esegue (a richiesta) un intervento di verifica dopo i primi anni di funzionamento.
    • Quanto costa la manutenzione del mio impianto?


      Il fotovoltaico è una tecnologia molto semplice e intuitiva costituita da pannelli solari e inverter in grado di produrre energia elettrica in maniera statica, senza parti mobili soggette ad usura. Questo fa sì che i costi per la manutenzione ordinaria di un impianto fotovoltaico, indipendentemente dalla sua taglia e ubicazione, tendano ad essere minimi.
      Per impianti residenziali è sufficiente una pulizia annuale con acqua possibilmente demineralizzata e un controllo generale sullo “stato di salute” delle diverse componenti. Per impianti di grossa taglia, data la complessità progettuale, il costo della manutenzione aumenta, rimanendo comunque irrisoria rispetto al valore totale dell’investimento.
    • Qual è la tempistica completa dalla firma del contratto all’allacciamento dell’impianto?


      Il primo passo è la richiesta ad Enel per il “preventivo di connessione”, Enel rilascia l’autorizzazione in max. 20 gg lavorativi (validità 45 gg). Il secondo step è l’inserimento della Pratica Edilizia nel sistema telematico (MUTA) che ha validità immediata, a questo punto, meteo permettendo, si può installare (2 gg di lavoro per un impianto domestico); conclusa l’installazione occorre comunicare ad Enel la “Fine Lavori” e, entro massimo 30 gg lavorativi (per lavori semplici), gli addetti di Enel allacciano l’impianto (previa comunicazione). L’iter completo per impianti domestici, senza complicazioni o autorizzazioni particolari, è dunque di circa 60-70 gg.
    • Qual è la vita stimata di un impianto fotovoltaico?


      I produttori di Moduli danno una Garanzia (a seguito di test certificati) sulle “performance” dei prodotti: moduli di qualità sono garantiti per produrre al 25° anno di funzionamento, l’80-85% della produzione del 1° anno; questo significa che hanno una vita stimata di 30 anni abbondanti con una resa accettabile. Gli Inverter di buona qualità hanno una Garanzia base di 5 anni sui difetti, estendibile a 10 (in alcuni casi anche a 15 anni), la vita stimata per prodotti di taglia “domestica”, è di 13-15 anni (per corrette condizioni di funzionamento), occorre dunque prevedere una sostituzione nell'arco della vita dell’impianto.
    • L’impianto fotovoltaico può essere danneggiato da eventi atmosferici?


      I moduli Fotovoltaici per essere commercializzati devono essere certificati secondo le norme CEI EN (61215 e 61730). Una delle prove di certificazione riguarda la tenuta alla GRANDINE (parametri: diametro 2,5 cm – velocita 140 m/s). Gli Inverter sono connessi alla rete elettrica di casa e dunque soggetti a fenomeni di fulminazione (come tutti gli elettrodomestici di casa) in caso di enorme sovraccarico dovuto alla caduta di un fulmine. Per installazioni complanari alla falda e, ancora di più, in caso di installazioni su tetto piano, occorre anche tener conto del carico dovuto al Vento (con appositi software) per calcolare le giuste distanze fra le staffe e per la scelta della struttura di montaggio. Per eventi atmosferici “fuori dal comune” si può pensare di assicurare l’impianto (includendolo nella polizza RC/Casa).

    • Cos’è un sistema di accumulo elettrico?


      È un sistema che integra dei pacchi batteria, ossia sistemi di tipo elettrochimico che sono in grado di immagazzinare energia elettrica e renderla disponibile in un secondo momento.
    • A cosa serve un sistema di accumulo elettrico?


      Se abbinato ad un impianto fotovoltaico, un sistema di accumulo permette di utilizzare l’energia elettrica prodotta dai moduli fotovoltaici in un secondo momento, anche quando il sole non c’è. Di fatto, se vi è eccesso di produzione elettrica, esso invece di essere immesso in rete viene immagazzinato nei sistemi di accumulo caricando le batterie presenti. Tale energia come detto può essere utilizzata in un secondo momento, scaricando le batterie. Questo permette di utilizzare maggiormente l’energia autoprodotta dal fotovoltaico invece che doverla prelevare dalla rete elettrica, cioè permette di aumentare l’autoconsumo. Inoltre, analogamente a quanto accade per il fotovoltaico, la potenza del sistema di accumulo si va a sommare a quella disponibile da rete, permettendo quindi di “sforare” il tetto dell’potenza disponibile al contatore fino alla somma tra tale potenza e quella garantita dal sistema di accumulo.
    • Come funziona un sistema di accumulo?


      Il sistema di accumulo, che contempla sempre la presenza di pacchi batteria e un dispositivo per la gestione degli stessi e nella sua accezione più semplice funziona in maniera integrata con l’impianto fotovoltaico. In sostanza ogniqualvolta vi è eccesso di produzione da fotovoltaico, invece che cedere tale energia a rete essa viene utilizzata per caricare le batterie. Se invece vi è un eccesso di richiesta elettrica rispetto alla produzione fotovoltaica, subentra il sistema di accumulo per coprire tale eccesso (ovviamente se la richiesta risulta troppo alta anche per il sistema di accumulo, subentra a sua volta la rete per coprire l’ultima fetta di consumi): il sistema di accumulo è quindi in grado di effettuare i cosiddetti Peak Shaving e Load Leveling. Generalmente tutto questo avviene in maniera automatica, in base a come viene settato il dispositivo di gestione delle batterie, ed è “invisibile” all’utente.
    • Che cosa sono il Peak Shaving e il Load Leveling?


      Letteralmente significano “limatura del picco” e “livellamento del carico”. In entrambi i casi il procedimento è quello di immagazzinare energia quando la domanda è bassa e rilasciarla quando invece la domanda elettrica è alta. La differenza sta nel fine che hanno i due processi: nel Peak Shaving l’obiettivo è solo rimuovere i picchi, mentre per il Load Leveling l’intento è quello di livellare ed appiattire la curva di carico. I consumi di un’abitazione seguono di fatto un andamento che presenta “picchi e valli” di consumo in base all’utilizzo degli elettrodomestici durante il giorno. Questo rende l’andamento della domanda estremamente complesso e i gestori di rete devono prevedere tale andamento di modo da coprire tutta la domanda richiesta in ogni momento. Per questo motivo, l’appiattimento delle curve di consumo consente una miglior previsione e quindi gestione della rete elettrica. Il sistema di accumulo, per la logica con cui viene gestito, consente (in funzione del quantitativo di energia a disposizione) di effettuare Peak Shaving o Load Leveling e creare quindi un beneficio sia lato utente sia lato rete.
    • Quali sono le tipologie di batteria per l’accumulo domestico?


      In caso di accumulo domestico di energia elettrica le tipologie principali di batteria utilizzate sono due: quelle a base piombo e quelle a base litio. Naturalmente queste due “famiglie” tecnologiche presentano ognuna dei pro e dei contro. Le batterie al piombo sono molto diffuse (segmento trasporti), economiche e robuste, ma hanno l’inconveniente di essere molto pesanti e ingombranti. Inoltre il piombo è un materiale tossico e può presentare quindi problemi di sicurezza. Le batterie al litio, rispetto a quelle al piombo, sono più compatte e sicure, hanno una durata maggiore e negli ultimi anni hanno avuto uno sviluppo tecnologico notevole (utilizzate nei settori dell’elettronica di consumo, su pc e smartphone) ma presentano un costo superiore.
    • Quali sono le tipologie di impianto per i sistemi di accumulo elettrico?


      Relativamente ai sistemi di accumulo associati ad un impianto fotovoltaico esistono due tipologie di soluzione che si differenziano in base alla posizione delle batterie rispetto all’inverter fotovoltaico. Ci possono essere sistemi di accumulo lato produzione e sistemi di accumulo post-produzione. È bene precisare che una batteria funziona in corrente continua, mentre ovviamente le apparecchiature di casa funzionano in corrente alternata.
    • Qual è la differenza tra un sistema lato produzione e un sistema post-produzione?


      I sistemi di accumulo lato produzione sono quelli posizionati sul lato in corrente continua dell’inverter fotovoltaico, ossia prima della trasformazione in alternata. Per questo motivo presentano meno perdite dovute alla trasformazione dell’energia elettrica. I sistemi di accumulo post-produzione invece si posizionano sul lato in alternata, quindi dopo la trasformazione dell’inverter fotovoltaico. È quindi necessario un secondo inverter che renda possibile la gestione della carica e della scarica delle batterie (che ricordiamo funzionano solo in corrente continua). In sostanza questi sistemi hanno un inverter dedicato alle sole batterie. Se abbinate ad un impianto fotovoltaico, presentano perdite lievemente superiori per via della doppia trasformazione aggiuntiva (alla tras formazione già effettuata dall’inverter fotovoltaico), ma sono maggiormente adattabili ad impianti fotovoltaici preesistenti in quanto sono sostanzialmente esterne all’impianto fotovoltaico e non vanno quindi a modificare l’impianto fotovoltaico stesso (cosa necessaria in caso di sistema lato produzione).
    • Il sistema di accumulo accede alla detrazione fiscale?


      Si, analogamente a quanto accade per l’acquisto di un impianto fotovoltaico, i sistemi di accumulo accedono alla detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia. Questo fatto è chiarito nella “risoluzione 22e” dell’Agenzia delle Entrate, in cui è stato dato parere inequivocabile, dopo acquisizione del parere del Ministero dello Sviluppo Economico, che tutti i sistemi di accumulo, da intendersi come semplice pacco batterie o sistema composto di inverter e batterie, installati contestualmente o successivamente all’installazione dell’impianto fotovoltaico, possono godere a loro volta della detrazione fiscale al 50% nel limite di impianto fino a 20kWp o nel limite di spesa complessivo di € 96.000,00, sistema posto a servizio dell’abitazione.
    • Dichiarazione IVA agevolata: cos'è ?


      Tutti i nostri pannelli ,kit fotovoltaici e sistemi di accumulo vengono normalmente destinati alla realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica e tale utilizzo ha le caratteristiche per poter beneficiare dell'aliquota IVA ridotta del 10% come stabilito dal n.127 quinquies Tabella A, Parte III, allegata al DPR 26 Ottobre 1972, n. 633. All'atto dell'acquisto, l'acquirente deve valutare se intende avvalersi di tale agevolazione oppure richiedere l'applicazione dell'IVA standard al 22%. Per poter beneficiare di questa agevolazione, occorre compilare una DICHIARAZIONE che dovrà essere corredata da una copia di un documento d'identità.
    • Il mio impianto riceve l’incentivo per il Conto Energia. È possibile installare un sistema di accumulo?


      È possibile installare il sistema di accumulo su tutti gli impianti in Conto Energia, eccetto quelli che accedono al Primo Conto Energia, e l’installazione di un sistema di accumulo non comporta la perdita dell’incentivo. È necessario, però, mandare comunicazione al GSE a riguardo. Unico caso particolare i sistemi di accumulo da installare in impianti che accedono al Quinto Conto Energia: in tal caso, da normativa, è richiesta contestualmente all’attivazione del sistema di accumulo, la posa di un contatore da parte dell’ente distributore (Enel) che “conteggi” i flussi relativi alle sole batterie. È altresì ovviamente possibile installare i sistemi di accumulo su impianti precedenti o successivi i Conti Energia.
    • E' possibile installare un sistema di accumulo senza avere un impianto fotovoltaico?


      Si, a livello pratico è possibile, ma di scarsa utilità in Italia. Una scelta tecnologica di questo tipo consentirebbe di caricare le batterie direttamente da rete: la carica avverrebbe quando l’energia costa meno e tale energia verrebbe successivamente utilizzata quando il prelievo costa di più. Un procedimento di questo tipo è economicamente sensato ad esempio in paesi in cui la forbice tra il costo diurno e il costo notturno dell’energia è ampia. Infatti il meccanismo di risparmio in questo caso è l’utilizzo di energia comprata a “poco” e utilizzata al posto di quella che verrebbe acquistata a “tanto”.
    • È possibile utilizzare le batterie come supporto di backup quando manca la tensione di rete?


      Le batterie di per sè possono essere utilizzate da backup quando manca la tensione di rete, è però necessario modificare l’impianto elettrico di casa e in particolare la parte relativa all’allaccio al contatore dell’impianto elettrico di casa. Bisogna di fatto poter commutare l’ingresso elettrico in caso di mancanza di tensione, passando da alimentazione da rete a quella tramite batterie. In questo modo i carichi dell’abitazione continuerebbero ad essere alimentati fino alla scarica delle batterie. Ovviamente la potenza disponibile in questo caso è limitata alla potenza dell’inverter che gestisce le batterie.

    • È possibile utilizzare le batterie come supporto di backup quando manca la tensione di rete?


      Le batterie di per sè possono essere utilizzate da backup quando manca la tensione di rete, è però necessario modificare l’impianto elettrico di casa e in particolare la parte relativa all’allaccio al contatore dell’impianto elettrico di casa. Bisogna di fatto poter commutare l’ingresso elettrico in caso di mancanza di tensione, passando da alimentazione da rete a quella tramite batterie. In questo modo i carichi dell’abitazione continuerebbero ad essere alimentati fino alla scarica delle batterie. Ovviamente la potenza disponibile in questo caso è limitata alla potenza dell’inverter che gestisce le batterie.
    • Che stile di vita mantenere?


      -Evita di consumare migliaia di bottiglie di vetro o plastica all’anno! Se puoi, bevi dal rubinetto. Usa filtri per i rubinetti o le caraffe con filtri cambiabili!
      -Acquista bevande alla spina. In questo modo si evita di produrre rifiuti inutilmente.
      -Fai la raccolta differenziata a casa e al lavoro.
      -Evita i prodotti usa e getta a favore di articoli lavabili o riciclabili.
      -Non usare l’ascensore se devi fare pochi piani.
      -Molti supermercati oggi dispongono di un sito internet per fare la spesa online: evita code, stress e traffico, i trasportatori in un solo viaggio effettuano consegne per più famiglie.
      Se vedi frigoriferi, televisori o cosiddetti RAEE (Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) abbandonati sul ciglio della strada, scatta una foto con il cellulare e caricala sul sito www.raeeporter.it. Ecodom, in collaborazione con Legambiente, si occuperà del recupero ed il trasporto al centro di raccolta più vicino.
    • Come risparmiare al computer?


      -Che tipo di computer usi? Consulta la lista di Greenpeace e scopri quali sono le migliori macchine per il risparmio energetico http://www.greenpeace.org/international/en/campaigns/climate-change/cool-it/Guide-to-Greener-Electronics/
      -Se hai un mouse ottico Wi-Fi che necessita di pile per funzionare, preferisci quelle ricaricabili.
      -Per fare una ricerca usa Gaatle (www.gaatle.it), la versione nera di Google. E’ un motore di ricerca più eco con il quale potresti risparmiare fino a 750 megawattora all’anno. Per palmari o cellulari è possibile utilizzare invece Bgoog (www.bgoog.com).
      -Valuta l’acquisto di un alimentatore a risparmio energetico per i pc portatili.
    -
    • Come risparmiare in ufficio?


      Per ridurre lo spreco di carta puoi:
      -riutilizzare i fogli di stampa scartati come bloc-notes
      -utilizzare stampanti fronte-retro
      -Sostituire la stampa con risorse informatiche (e-mail, bozze..)
      -Usa una stampante a getto d’inchiostro e non a laser, risparmi il 90% dell’energia elettrica
      -Installare un software per inviare i fax dal pc
      Per stampare…
      Fallo leggero! Puoi scaricare su www.ecofont.eu l’eco font per risparmiare il 20% dell’inchiostro e mantenere la stessa qualità di stampa.
    • Come risparmiare in bagno?


      -Anche la lavatrice è da utilizzare rigorosamente a pieno carico ed in generale mai a temperature troppo alte: 30°-60° sono l’ideale per ogni lavaggio.
      -Installa un timer sullo scaldabagno per metterlo in funzione almeno 3 ore prima per assicurare un utilizzo ottimale
      -Al posto della vasca da bagno, meglio la doccia! Si risparmiano la metà dei litri di acqua…
      -Ricordati di fare manutenzione periodica dei rubinetti e applica dei riduttori di flusso.
      -Quando lavi i denti, chiudi il rubinetto!
    • Come risparmiare in cucina?


      -Usa il coperchio sulle pentole durante la cottura
      -Prediligi la pentola a pressione per lunghi tempi di cottura
      -Spegni la piastra elettrica o il forno un po’ prima della fine cottura per sfruttare il calore residuo
      -Cerca di collocare pentole e padelle su piastre di dimensioni proporzionate al diametro
      -Utilizza il forno a micro-onde. E’ molto più contenuto nei consumi rispetto ad un forno tradizionale
      -Non aprire in continuazione il forno per evitare di disperdere il calore.
      -Colloca il frigorifero nel punto più fresco della cucina, e mantienilo circa 10 cm distante dal muro. Non aprirlo inutilmente, controlla che la temperatura non sia inferiore ai 3 °C e non inserire cibi caldi al suo interno.
      -E’consigliabile effettuare una leggera pulizia delle stoviglie prima di inserirle nella lavastoviglie (che dovrebbe funzionare solo a pieno carico come la lavatrice – puoi risparmiare in questo modo fino a 10.000 litri di acqua all’anno)
      -Per lavare i piatti o le verdure riempi un contenitore e lasciali a bagno. Usa l’acqua corrente solo per il risciacquo.
    • Come risparmiare sull'illuminazione?


      -Non tenere le luci accese quando non servono
      -Posiziona scrivanie e tavoli da lavoro vicino alle finestre per sfruttare la luce solare
      -Utilizza lampadine ad alta efficienza energetica: hanno la stessa luminosità delle lampade tradizionali, ma durano di più e permettono un risparmio energetico dell’80% sulla bolletta mensile.

Per maggiori informazioni contattaci telefonicamente al numero 0831 747947 o utilizzando il nostro form di contatti

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