Impianti fotovoltaici

Per privati e aziende

Un impianto fotovoltaico è un autentico “generatore” di corrente elettrica in grado di produrre energia in corrente continua, convertibile in corrente continua ad alternata mediante un inverter.

L’energia prodotta può poi essere utilizzata oppure ceduta in rete in caso di eccesso di produzione rispetto alle esigenze. Nel primo caso si ottiene un risparmio in bolletta, nel secondo caso l’energia ceduta viene pagata al prezzo di mercato.

Questo sistema permette di recuperare l’investimento iniziale nel giro di 6/8 anni. Un sistema fotovoltaico è composto essenzialmente da: – pannelli fotovoltaici; – inverter (dispositivo necessario per convertire la corrente continua generata dai pannelli in corrente alternata); – quadri elettrici e cavi di collegamento.

Tipologie di impianti fotovoltaici

Dal punto di vista delle modalità di realizzazione, pannelli fotovoltaici si distinguono in base al tipo di modulo:

Potenza di ricarica

generalmente da 3,7 kW fino a 22 kW, in base alla fornitura elettrica disponibile e al veicolo.

Policristallini

I pannelli policristallini sono composti da più cristalli di silicio fusi insieme. Hanno un colore blu intenso e un rendimento leggermente inferiore (circa 14% – 16%), ma restano una scelta affidabile e conveniente per chi cerca un buon equilibrio tra prestazioni e costo.

Film sottile amorfo

I pannelli in silicio amorfo sono realizzati depositando sottili strati di silicio su vetro o altri materiali. Hanno un rendimento più basso (8% – 12%) ma costano meno e funzionano bene anche con luce diffusa. Sono flessibili e versatili, ma in Italia sono meno diffusi rispetto ai pannelli tradizionali.

BiPV Technology

La tecnologia BIPV integra i pannelli direttamente negli elementi architettonici, come finestre o pensiline in vetro. Permette di produrre energia senza rinunciare alla luce naturale, migliorando l’estetica degli edifici e offrendo una soluzione moderna e sostenibile.

Dal punto di vista delle modalità di utilizzo dell’energia prodotta, possiamo distinguere tra:

Impianti connessi alla rete
(Grid Connected)

Questi impianti sono collegati direttamente alla rete elettrica nazionale: l’energia prodotta in eccesso durante il giorno viene immessa in rete, mentre nelle ore notturne o nuvolose l’abitazione utilizza l’energia della rete stessa. Sono affidabili e continui nel servizio, perché garantiscono energia anche in caso di guasti. È inoltre possibile abbinare un sistema di accumulo per aumentare l’autoconsumo e sfruttare al meglio l’energia prodotta dal sole.

Impianti isolati
(Stand Alone)

Gli impianti stand alone non sono collegati alla rete elettrica e funzionano in completa autonomia. L’energia prodotta viene immagazzinata in batterie durante le ore di sole e utilizzata quando serve, garantendo autosufficienza anche in aree non raggiunte dalla rete.

VANTAGGI

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  • Costi di installazione inferiori al 70% rispetto a 3 anni
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  • Produzione energia pulita
  • Riduzione della bolletta
  • Nessun problema di smaltimento dei pannelli fotovoltaici a fine vita
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  •  

Costi

Il costo di un impianto fotovoltaico dipende principalmente dalla potenza installata e dalla tecnologia utilizzata.
Per una famiglia di 3–4 persone, il prezzo medio si aggira tra 2.200 e 2.800 € per kWp installato. In generale, più grande è l’impianto, minore è il costo per kWp, perché i costi fissi si distribuiscono su una potenza maggiore.

Negli ultimi anni, la crescita del settore ha portato sia allo sviluppo di tecnologie più efficienti, sia all’arrivo di prodotti a basso costo provenienti dall’Asia, offrendo così un’ampia gamma di soluzioni per ogni esigenza e budget.

I pannelli fotovoltaici rappresentano la parte più importante della spesa, circa 40–60% del totale. L’inverter incide per circa il 10%, mentre il resto comprende progettazione, installazione e componenti elettriche e strutturali.
Per impianti più grandi cresce il peso dei moduli, mentre per quelli residenziali incide di più la manodopera e la parte progettuale.

Detrazioni

Chi installa un impianto fotovoltaico può beneficiare di una detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per l’intervento, fino a un massimo di 96.000 € per unità immobiliare.

Il risparmio si ottiene tramite sgravio fiscale in 10 anni, recuperando metà dell’investimento (IVA inclusa) attraverso la dichiarazione dei redditi.

Per usufruire dell’agevolazione, i pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale dedicato, indicando:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale di chi paga;
  • il codice fiscale o la partita IVA dell’azienda che riceve il pagamento.

 

È necessario conservare fatture, ricevute dei bonifici e, se richiesti, i documenti relativi alle autorizzazioni, all’inizio lavori e ai dati catastali dell’immobile.

Per i casi particolari (condomini, immobili non ancora accatastati o interventi complessi), è consigliabile rivolgersi a un consulente fiscale o tecnico qualificato per verificare la corretta applicazione della detrazione.

Progettazione su misura

Ciascuna famiglia, azienda e più in generale consumatore di energia elettrica ha differenti consumi di energia elettrica in virtù del proprio fabbisogno. Avviare la lavastoviglie ad una data ora, avviare un macchinario in un momento di picco di domanda o mantenere la temperatura delle celle frigo costante per non deteriore la merce rappresentano tre scelte di consumo differenti, calibrate su esigenze personali, familiari o imprenditoriali. Per questo motivo, noi di ARCA ENERGIA, da sempre consideriamo la progettazione di un impianto fotovoltaico come la capacità di “vestire” le routine energetiche di famiglie ed imprese con soluzioni altamente personalizzate.

Ogni progetto è il risultato di un’attenta analisi in termini di fabbisogno energetico, abitudini di consumo e struttura dell’edificio su cui dovremo intervenire.Il progetto rappresenta il seme necessario per far fiorire, o meglio, esaltare la qualità dei materiali proposti.

Faq

Che differenza c’è tra un impianto solare fotovoltaico e un impianto solare termico?

Pur essendo entrambi alimentati dalla fonte solare, vi è una netta differenza tra queste due tecnologie. Nel caso dei moduli fotovoltaici, la radiazione solare è trasformata direttamente in energia elettrica mentre nei pannelli solari termici, l’energia termica del sole viene utilizzata per scaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico sanitario o per scaldare gli ambienti.

L’effetto fotovoltaico è il principio alla base della produzione di energia solare. Alcuni materiali, come il silicio, quando vengono colpiti dalla luce del sole, generano elettricità in modo diretto e naturale.

Ogni cella fotovoltaica produce una piccola quantità di corrente continua; più celle formano un modulo, e più moduli collegati tra loro costituiscono un impianto fotovoltaico.
L’energia prodotta viene poi convertita in corrente alternata tramite un inverter, così da poter essere utilizzata in casa o immessa nella rete elettrica.

Basta pensare che ogni anno il sole invia sulla Terra una quantità di energia migliaia di volte superiore al fabbisogno mondiale: una risorsa pulita e praticamente inesauribile.

Lo scambio sul posto è un meccanismo che permette di scambiare con la rete elettrica l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico.
In pratica, l’energia che produci ma non consumi subito viene immessa in rete e potrai riutilizzarla in un momento successivo, quando il tuo impianto non produce (ad esempio di sera o in giornate nuvolose).

Il servizio è gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che calcola e riconosce al proprietario dell’impianto un contributo economico chiamato contributo in conto scambio.
Questo contributo serve a compensare parte dei costi sostenuti per l’energia prelevata dalla rete, valorizzando così l’energia prodotta e non utilizzata immediatamente.

In sintesi, lo scambio sul posto consente di ottimizzare l’autoconsumo e ridurre la bolletta elettrica, sfruttando al meglio l’energia solare prodotta.

Gli oneri Enel sono i costi richiesti per collegare l’impianto fotovoltaico alla rete elettrica.
L’importo varia in base alla procedura di connessione scelta:

🔹 Procedura semplificata

Per la maggior parte degli impianti residenziali, il costo è fisso: 122,00 €, addebitato direttamente dal gestore sul conto corrente dell’intestatario del contatore.
Possono usufruire di questa modalità gli impianti:

  • fino a 20 kW;
  • installati su edifici già collegati alla rete;
  • senza altri impianti di produzione sullo stesso contatore;
  • che richiedono anche lo scambio sul posto.
  •  

🔹 Procedura ordinaria

Per impianti con caratteristiche diverse, si applica la procedura ordinaria, che prevede:

  • 36,60 € per la richiesta di connessione (impianti fino a 6 kWp);
  • un secondo importo variabile, calcolato dal gestore in base alle caratteristiche della fornitura al momento della comunicazione di fine lavori.

In alcuni rari casi, le amministrazioni comunali chiedono dei diritti di segreteria per la presentazione della Pratica Edilizia telematica, si tratta di importi contenuti del valore di alcune marche da bollo.

L’Autorizzazione Paesaggistica (art. 146 del D.Lgs. 42/2004) è necessaria per installare un impianto fotovoltaico su edifici o terreni situati in zone sottoposte a vincolo paesaggistico (parchi, aree protette, zone lungo i corsi d’acqua, ecc.).
La richiesta viene valutata dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali e può seguire:

  • una procedura semplificata (per impianti < 25 m²), con tempi medi di circa 60 giorni;
  • oppure una procedura ordinaria, con tempi fino a 100 giorni.
  •  

Il costo della pratica varia in base alla complessità del progetto e ai diritti di segreteria previsti dal Comune o dalla Provincia.

Sì, secondo la Circolare 36/E del 19/12/2013 dell’Agenzia delle Entrate, gli impianti fotovoltaici sono considerati pertinenze accatastabili in quanto generano rendita.
Sono esclusi solo gli impianti con potenza fino a 3 kWp (o inferiore al triplo del numero di unità immobiliari servite).
Per impianti di potenza superiore è necessario verificare se comportano un incremento della rendita catastale superiore al 15%; in tal caso va presentata una variazione catastale.

La cella fotovoltaica è l’elemento base che trasforma la luce del sole in elettricità. È realizzata con un sottile strato di silicio semiconduttore e ha una forma generalmente quadrata e uno spessore di pochi millimetri.

Quando è esposta al sole, la cella produce corrente elettrica: più è intensa la luce, maggiore è la corrente generata, mentre l’aumento della temperatura può ridurre leggermente la tensione e la potenza disponibile.

Il chilowatt di picco (kWp) misura la potenza di un impianto fotovoltaico nelle condizioni standard di laboratorio: irraggiamento di 1000 W/m², temperatura della cella 25 °C e posizione del sole specifica (1,5 AM).
Indica la potenza massima teorica che il modulo o l’impianto può produrre, anche se nella realtà la produzione può variare in base a sole, temperatura e condizioni ambientali.

Per ottenere la massima efficienza, l’impianto deve essere collocato in un’area con:

  • spazio sufficiente per i moduli;
  • esposizione corretta (ottimale verso Sud, accettabile Sud-Est o Sud-Ovest);
  • inclinazione ideale tra 25° e 35°;
  • assenza di ombreggiamenti da edifici o vegetazione.
  •  

Indicativamente, un impianto residenziale con moduli in silicio cristallino occupa 6–8 m² per ogni kWp installato. Un orientamento o inclinazione non corretti possono ridurre significativamente la produzione elettrica.

La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori:

  • radiazione solare incidente sul sito d’installazione;
  • orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;
  • assenza/presenza di ombreggiamenti;
  • prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature).

Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza, con orientamento ed inclinazione ottimali, assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” solare, è possibile stimare le seguenti producibilità annue massime:
-Nord Italia: 1.100 kWh/anno;
-Centro Italia: 1.400 kWh/anno;
-Sud Italia: 1.600 kWh/anno;

E’ opportuno sottolineare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia italiana è pari a circa 3.000 kWh.

Il fotovoltaico è una tecnologia molto semplice e intuitiva costituita da pannelli solari e inverter in grado di produrre energia elettrica in maniera statica, senza parti mobili soggette ad usura. Questo fa sì che i costi per la manutenzione ordinaria di un impianto fotovoltaico, indipendentemente dalla sua taglia e ubicazione, tendano ad essere minimi.
Per impianti residenziali è sufficiente una pulizia annuale con acqua possibilmente demineralizzata e un controllo generale sullo “stato di salute” delle diverse componenti. Per impianti di grossa taglia, data la complessità progettuale, il costo della manutenzione aumenta, rimanendo comunque irrisoria rispetto al valore totale dell’investimento.

Il primo passo è la richiesta ad Enel per il “preventivo di connessione”, Enel rilascia l’autorizzazione in max. 20 gg lavorativi (validità 45 gg). Il secondo step è l’inserimento della Pratica Edilizia nel sistema telematico (MUTA) che ha validità immediata, a questo punto, meteo permettendo, si può installare (2 gg di lavoro per un impianto domestico); conclusa l’installazione occorre comunicare ad Enel la “Fine Lavori” e, entro massimo 30 gg lavorativi (per lavori semplici), gli addetti di Enel allacciano l’impianto (previa comunicazione). L’iter completo per impianti domestici, senza complicazioni o autorizzazioni particolari, è dunque di circa 60-70 gg.

I produttori di Moduli danno una Garanzia (a seguito di test certificati) sulle “performance” dei prodotti: moduli di qualità sono garantiti per produrre al 25° anno di funzionamento, l’80-85% della produzione del 1° anno; questo significa che hanno una vita stimata di 30 anni abbondanti con una resa accettabile.

Gli Inverter di buona qualità hanno una Garanzia base di 5 anni sui difetti, estendibile a 10 (in alcuni casi anche a 15 anni), la vita stimata per prodotti di taglia “domestica”, è di 13-15 anni (per corrette condizioni di funzionamento), occorre dunque prevedere una sostituzione nell’arco della vita dell’impianto.

I moduli fotovoltaici sono certificati secondo le norme CEI EN e testati per resistere anche alla grandine.
Gli inverter, come tutti gli elettrodomestici collegati alla rete, possono subire danni in caso di fulmini molto potenti.
Per installazioni su tetti piani o inclinati, la struttura viene progettata per resistere al vento e garantire stabilità.
Per eventi atmosferici estremi, è possibile assicurare l’impianto tramite polizza casa o RC specifica.

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